domenica 18 ottobre 2015

Daniele Baselli e la miopia delle grandi squadre in Italia sui giovani


Daniele Baselli è la prova vivente di come le grandi squadre italiane siano miopi nel cercare talenti di assoluto valore, nello scoprirli (ma poi neanche tanto scoprirli, il centrocampista ex Atalanta è un giovane di sicuro avvenire e lo si sa da tempo...). Baselli è stato fino a un paio di mesi fa vicinissimo al Milan che però non ha ritenuto giusto versare gli 8 sacrosanti milioni che chiedeva l'Atalanta. Mentre d'altra parte ha ritenuto importante rinnovare i contratti di Mexes, vicino alla Fiorentina in estate ed ora con una sola presenza in panchina all'attivo, e De Jong, altro panchinaro di lusso. Questo dimostra come le grandi italiane, mi riferisco soprattutto a Milan, Inter e Roma, non abbiano la capacità e il coraggio di investire sui giovani. Mentre poi hanno il coraggio di andare a trattare il giocatore con il Torino che ovviamente adesso ne chiederà almeno 30. E non è detto che questo talento non ci scappi all'estero, come successo per Verratti, lasciato al Psg per soli 14 milioni, mentre adesso ne varrà almeno 50. Non capirò mai queste politiche delle grandi società, capaci di buttare soldi su giocatori di scarso valore, potrei fare mille esempi (Honda, Nagatomo, Montoya, gli sconosciuti giovani della Roma che ricicla giocatori all'inverosimile bollandoli subito come scarsi, vedi Ibarbo e Doumbia, superbomber in Russia) e lasciarsi sfuggire talenti cristallini per non versare pochi milioni di euro. Sicuramente in futuro,  nella trattativa per Baselli butteranno via in cambio altri giovani che il Torino valorizzerà e rivenderà a cifre rilevanti, vedi Darmian, venduto allo United per 30 milioni, mentre il Milan pochi anni fa lo scambiò non so in quale trattativa, lasciandosi scappare un talento di assoluto valore. Anche le Juventus non è esente da questa politica, anche se riesce a scovare queste giovani promesse come Rugani, Zaza, Sturaro o Berardi, ma poi alla fine non riesce mai a dargli quello spazio che meriterebbero oppure finiscono per strapagarli, come successo per Berardi e Zaza, anche se in origine appartenevano alla stessa Juventus. Misteri del calcio.  Forse migliorando in questi aspetti e dando il giusto valore ai calciatori i conti e  i risultati delle nostre grandi potranno migliorare sotto ogni punto di vista, anche in Europa permettendogli di incamerare maggiori introiti. Il Torino invece è una società che sta crescendo e grazie a questi investimenti si sta assicurando un futuro radioso. Bravi Cairo e Petrachi. 

giovedì 15 ottobre 2015

Fratelli d'Italia occasionali


Che bello quando gioca la Nazionale! Siamo tutti uniti, finalmente tutti a tifare una sola squadra, nessuna polemica (forse), nessun insulto, nessuno sfottò, siamo tutti Fratelli d'Italia! Ma quando le ha giocate tutte queste partite per le qualificazioni? Molti non se ne saranno neanche accorti... Quanti sabato alle sei sapevano che avrebbe giocato l'Italia? I veri appassionati e tifosi di club conoscono il calendario della propria squadra almeno fino a dicembre di quest'anno, mentre le partite della Nazionale spuntano così all'improvviso come un disturbo. 
è così e lo è anche per me, di solito le soste per la nazionale sono un disturbo per i tifosi, perché interrompono la loro storia con il primo grande amore, la squadra di club, mentre la Nazionale è un'amante occasionale, da andare a trovare una volta ogni due anni, in giro per l'Europa e in giro per il mondo. La squadra di club è la moglie di una vita, la Nazionale l'amante per solo sesso, se va male nessun problema e nessuno strascico, se va bene gioia e festeggiamenti ovunque, come nel 2006. Questo è il destino della nazionale italiana, anche perché gli addetti ai lavori non è che la trattino meglio dei tifosi...Giocatori che per ogni minimo dolore vengono richiamati alla base, non sono certo un bel segnale, spesso questi dolorini sono pretestuosi, inventati, proprio per evitare che magari qualcuno si faccia male e salti le partite con la squadra di club. E allora non ci si lamenti poi che i tifosi seguono con distacco l'Italia. I giocatori stessi non la mettono in secondo piano? E gli allenatori? Antonio Conte ne è un esempio lampante, acerrimo avversario dei ct prima di essere lui stesso ct, acerrimo rivale degli allenatori di club dopo. 
é così, la Nazionale è un piacevole fastidio. A qualificazione raggiunta adesso basta eh, se ne riparla a giugno agli Europei, quando la squadra avvicinerà tutti al calcio, anche quelli che lo seguono meno, la gente si radunerà intorno alla tv per vedere le imprese dei nostri azzurri, che poi ricompariranno alla fine delle qualificazioni successive per i Mondiali del 2018. 
é così, e sappiamo anche che Conte ce lo rinfaccerà e ricorderà, magari con un'altra mitica conferenza in stile Siena "Voglio vedere poi chi sale su quel cazzo di carro!" dirà. Anche perché questa sembra una Nazionale molto ben costruita e che secondo me farà molto bene agli Europei. é una squadra tosta, grintosa, senza grandissimi fuoriclasse ma con moltissimi corridori di fatica, vedi Florenzi, Candreva, Eder. Inoltre ha un Antonio Conte in più che in una competizione di un mese può caricare a mille molti dei nostri giocatori e farli rendere al massimo. Se si punterà su questa gente, con magari un Insigne in più, un Verratti finalmente in cabina di regia al posto di un bollito Pirlo, si potrà davvero sognare in grande e salire noi tutti su quel cazzo di carro per festeggiare. 

sabato 3 ottobre 2015

Mission impossible, fare il giornalista in Italia


Oggi ho deciso di tornare indietro nel mio passato e parlarvi della ormai mia ex professione che probabilmente non riprenderò mai, l' amore tra me e lei non è mai sbocciato e forse alla fine è stato meglio così... Comincio a parlarvene partendo dal 2004, quando stavo per diplomarmi nel liceo scientifico linguistico in cui mi ero iscritto. Alla fine dell'anno tutti i professori ti pongono la fatidica domanda: "Cosa vuoi fare dopo?". Io non ero certo il ragazzo più maturo del mondo e quindi avevo ben pensato di fare il giornalista, sportivo... Quando rispondevo così i miei professori, che al tempo credevo non fossero poi così fiduciosi in me, mi guardavano esterrefatti, sconsigliandomi vivamente quella strada perché troppo ardua. Con la sfrontatezza e l'incoscienza di quegli anni io andavo dritto per la mia strada ed ero deciso a farlo, senza dare ascolto a nessuno (primo consiglio: fidatevi di quelli più grandi di voi, ne sanno di più, ci sono passati, professori compresi, quindi ascoltateli se danno qualche consiglio). Mi iscrissi alla facoltà di Comunicazione e cominciai i miei studi, convinto poi dell'esito della mia carriera. Feci all'incirca una cinquantina di esami per studiare 2000 materie, media non invidiale e laurea arrivata dopo 3 anni e mezzo. Ovviamente accettavo tutti i voti che prendevo senza rifiutarne mai, dritto per la mia strada, obiettivo prendere quell'inutile pezzo di carta e cominciare a lavorare. Nel frattempo nel 2008 mi è capitato di poter entrare a far parte di un quotidiano locale. Prima delusione, non potevo occuparmi di sport, ma di cronaca. Non mi piace occuparmi di cronaca, non mi piace la politica, allora passai ad occuparmi dei disservizi, e quindi scrivevo quantità enormi di articoli. 
Parliamo del mitico contratto che mi fu sottoposto appena assunto: contratto a progetto, articoli pagati 8 euro lordi per quelli che il direttore considerava importanti, 4,20 euro per quelli meno... L'importanza degli articoli era ad insindacabile decisione del direttore, che io neanche conoscei mai... Dovevo lavorare da casa, andare a fare foto per i pezzi, scriverli e inviare il pezzo, che poi forse sarebbe stato pubblicato. Dovevo essere disponibile ad ogni ora del giorno per seguire la cronaca, il tutto per al massimo 100 euro mensili. A quel punto pensai fosse meglio andare ad essere sfruttato nei campi di raccolta dei pomodori, probabilmente avrei guadagnato molto di più. Tutti mi dicevano, "ma dai, tanto è l'inizio, poi cambierà la situazione", una volta preso il tesserino di pubblicista, infatti avrei potuto ridiscutere la mia posizione, e ovviamente sarei stato cacciato senza scrupoli. Nel frattempo, cominciando a capire il verso di questa faccenda, cambiai indirizzo nella laurea magistrale spostandomi sulla comunicazione d'impresa, non continuando quindi col giornalismo. Avevo capito il funzionamento e mi era bastato. Per il tesserino da pubblicista dovevo avere determinati requisiti, come per esempio guadagnare 2500 euro in due anni se non erro, chiedo scusa se sto dando informazioni errate, ma più o meno questo era. Ovviamente io non sono mai arrivato a questa soglia con la paga da fame che avevo, quindi non sono mai diventato pubblicista, anche perché nel frattempo il giornale stava fallendo, e quindi addio ai miei ultimi 1500 euro guadagnati e alle buste paga, decisive per presentare la documentazione per il tesserino...O speriamo arrivederci. C' è una causa di fallimento in corso, speriamo di recuperare qualcosa. Nel 2028. 
Fare il giornalista, anche a questo livello è molto stressante. La gente ti chiama per scrivere questioni assurde: un giorno un padre mi voleva far scrivere un articolo contro la mia ex scuola perché secondo lui la figlia era stata bocciata ingiustamente. Sai quanti genitori ammettono che il proprio figlio merita la bocciatura? l'1%. 
Sei sempre costantemente a rischio querela, scrivi una cosa non vera e via con i guai giudiziari. Una volta mi fidai di un mio amico che mi diede una dritta e mi fece scrivere una balla, quasi querela, scuse successive sul quotidiano il giorno dopo e mega figuraccia e stress. 
Lite con i colleghi: addirittura un collega di un paese vicino mi promise le botte, di picchiarmi, perché avevo mandato un articolo secondo lui in ritardo. Io quel giorno ero stato una giornata intera all'università, ma a lui non importava. Allora gli dissi di venirmi a picchiare. Non venne e poi si scusò. 
Poi ci sono i politici, la peggior specie. Per quelli di destra sei di sinistra, per quelli di sinistra di destra. Mi hanno additato di essere entrambi. Ultimo episodio quello di una sindaca, che mi disse che scrivevo cavolate, perché riportavo dichiarazioni dei suoi avversari politici. Cioè Tal X diceva: la sindaca puzza, lei attribuiva a me questa dichiarazione, dicendo che scrivevo tutte cavolate... Cioè come si fa ad eleggere una così ignorante. Non so.
Poi ci sono le tragedie, cioè se uno non è portato, non può andare ad un funerale di un ragazzo giovane morto e fare foto e stare lì nella tristezza generale a fare una specie di sciacallo. Mi vergogno a guadagnare per questo. Non ci sarà niente di male ma bisogna esserci portati.  
Insomma dopo l'ennesima incazzatura decisi di lasciare il giornale non rinnovando quel contratto da schiavitù.  E così è finita per adesso, anche se ho ricominciato a scrivere tramite questo blog, almeno scrivo quello che mi pare, non rischio nessuna querela, se non mi va di scrivere non scrivo, se mi va sì. Nessuno mi dice niente, lo faccio gratis. Mi piace. Per chi vuole fare i giornalista questo è solo un caso, forse ad altri è andata bene, ovviamente come per ogni cosa ci vogliono le conoscenza giuste, e io al momento non ne avevo. Neanche oggi. Quindi pensateci bene, tanto solo pochi privilegiati possono farlo come mestiere per vivere, il resto sono persone sfruttate e sottopagate. Questa è la situazione di una delle professioni secondo me più importanti ma che purtroppo dà fastidio a troppi. Politica in primis che ancora non elimina l'ordine professionale, che incassa solo soldi dagli iscritti, per liberare finalmente il giornalismo da tutti questi ostacoli, lasciando a tutti la possibilità di poterlo fare, se trovano un posto decente e pagato sufficientemente. Pensateci bene aspiranti giornalisti, o bella raccomandazione o è davvero difficile. Il cane da guardia è legato. 

sabato 26 settembre 2015

Juventus-Frosinone, l'emblema del calcio. Piccola lezione per gli "economisti".


Juventus-Frosinone di mercoledì scorso è a tutti gli effetti un manifesto per il calcio. Il calcio che piace a noi, incerto fino all'ultimo secondo anche se stiamo parlando della squadra finalista della scorsa Champions League, battuta con fatica dal meraviglioso Barcellona dello scorso anno, e una delle esordienti della massima serie, il Frosinone, che aveva visto la serie A solamente in televisione, giocatori compresi. Poteva essere una delle partite più scontate della storia e invece niente, finisce per diventare una partita storica, ma per altri motivi. Grazie ad una disattenzione della difesa juventina, se non sbaglio di un certo Pogba, una squadra dal monte stipendi di 8 milioni di euro riesce a pareggiare contro una che spende più di 15 volte come ingaggi. A dir poco incredibile come questa partita smentisca i dati economici, ridimensionandone il loro incidere sulle partite, almeno sulla partita singola si parte tutti alla pari, magagne e trucchi oscuri permettendo. Questo è il bello del calcio, al 93 esimo arriva una palla in area sulla testa dell'ex sconosciuto dal cognome francese Blanchard che viene dimenticato da tutti, forse perché scambiato per un passante, e la butta dentro, decretando quella che sarà forse una delle più incredibili sorprese dell'anno calcistico intero. Primo punto in serie a dopo quattro sconfitte e partita che va dritta agli archivi della storia. Ovvio che alla lunga i valori economici  incidono eccome, ma sulla singola partita nessuno può dire anticipatamente come andrà a finire. é successo mercoledì ma accadrà di nuovo in futuro, statene certi. Prima della partita i bookmakers pagavano il pari del Frosinone sette volte e mezzo la posta, quindi non ci credeva nessuno. Fortunato chi ci ha creduto. L'invito per chi denigra questo sport è quello di seguirlo e apprezzarlo, non contano fortunatamente solo gli aspetti economici alla Bellinazzo (che scatole le sue analisi), ma soprattutto gesti tecnici, grinta, attenzione e agonismo. Questi sono gli ingredienti di una partita di calcio che determinano i risultati (escludendo sempre gli schifosissimi magheggi di arbitri, giocatori e scommettitori vari) e non solo questioni economiche. Altrimenti se ne occuperebbe il Sole 24 ore (ah Belinazzo (non so come si chiama precisamente quindi le doppie le metto come voglio io, è del sole 24 ore? capisco). C'è stata infatti una deriva economica sul calcio, ossia i tifosi e gli addetti ai lavori sono diventati tutti economisti,un club compra un calciatore e tutti a domandarsi quanto incide sul bilancio, qual è il costo di ammortamento (come se stessimo parlando di prosciutti), se una squadra non raggiunge gli obiettivi fallirà o se dovrà vendere i pezzi più pregiati in caso di sconfitta...Ecco Belinazzo rappresenta questa deriva e a me non sta molto simpatico sinceramente. Lui e la deriva. I tifosi restassero tifosi, i giocatori vanno e vengono, ovvio che le questioni economiche sono importanti, ma io tifoso devo preoccuparmi solo delle questioni di campo e di economia ne discuto della mia in famiglia. Che già qui ce ne sono molti di problemi, devo io accollarmi quelli di Roma, Inter, Juve, Milan e tutto il resto? Io vivo il calcio come una semplice passione, seguo le partite aspettando che quel pallone vada in rete, colpisca una traversa o passi improvvisamente in area juventina e uno sconosciuto francese ultras juventino qualunque butti dentro la palla. This is football. Not economy. 

sabato 12 settembre 2015

Vinci-Pennetta e gli occasionali del tiro a piattello



Cosa si può dire di questa grande impresa italiana agli Us Open?. Niente, applaudire e basta...Non c'è molto da aggiungere. Ovviamente adesso molti diranno "Eh, eccolo che si interessa di tennis solo quando vincono gli italiani...". La mia risposta è no. Ho sempre seguito il tennis, è il secondo sport che amo di più ovviamente dopo il calcio, come un italiano medio qualunque. Seguo il tennis sin da quando c'erano Agassi, Becker e Sampras e per non so quale motivo, simpatizzavo per Sampras, anche se, me ne rendo conto solo adesso e solo dopo aver letto "Open" di Agassi, nella maturità, avrei scelto ovviamente Agassi per tanti motivi. Il mio problema principale con il tennis è che l'ha sempre trasmesso storicamente Sky e nella mia vita, solo per una breve parentesi l'ho avuto. In streaming il tennis non è bello da vedere, o si vede bene tutto, o niente. Non puoi seguire senza vedere la pallina durante uno scambio perché si tratta di un canale che trasmette da chissà dove. Adesso che ho Eurosport alla tv, finalmente posso guardarlo di nuovo, escluso Wimbledon, esclusiva Sky (ahimè). Ieri quindi, ho acceso la tv alle 17 per vedere i primi scambi tra la Pennetta e la Halep, poi con sincerità ho dovuto abbandonare la visione per altri impegni. Invece, vista la velocità con cui si è conclusa la partita, con una grandissima Pennetta che ha spazzato via la numero due del mondo con estrema facilità, avrei potuto concedermi quell'ora di svago in più. Per Serena Williams contro Roberta Vinci, avevo solo la certezza che l'azzurra avrebbe sì lottato ma anche perso. Non credevo assolutamente in una delle più grandi imprese degli ultimi anni nello sport mondiale. Come se Bolt avesse perso contro un velocista bianco qualsiasi i 100 o i 200 metri. Quindi con sincerità ho iniziato a guardare il match sul 1-1, perché quando al telegiornale ho sentito questa notizia ho subito cambiato canale e mi sono sintonizzato su  Eurosport. Sono stato un cretino, nello sport niente è impossibile e spero che questa volta avrò definitivamente imparato che nulla è scontato. Ho visto una grande Vinci e una Serena nervosa, impacciata e sfinita dalla lotta, Roberta  l'ha fatta correre troppo per la sua enorme mole di muscoli. Ad un certo punto si è capito che Serena avesse finito la benzina e sparava continuamente palle fuori e sulla rete, decretando l'impresa della Vinci, tenace, grintosa ed orgogliosa. Due azzurre arrivate in età matura alla consacrazione tennistica, forse perché noi italiani miglioriamo con il tempo, come il vino buono. Ora davvero non saprei proprio per chi tifare. Mi auspico un bel pareggio...Ah no, non è possibile cari occasionali del tennis...Che vinca la migliore e basta. 
Per la questione occasionali, tolto il calcio, di cui parlerò più in là, è normale che la stragrande maggioranza seguirà questa finale e poi dimenticherà il tennis, però non possiamo certo stare qui a fare i bacchettoni per questo. Tutti per esempio seguono il tiro a piattello solo durante le Olimpiadi, ma non è che questi signori rimangano nella cripta per quattro anni e poi vengono fuori per fare le Olimpiadi...Quindi ognuno è un occasionale per altri sport, quindi non rompiamo troppo le scatole... Ognuno segua quello che vuole, quando vuole e come vuole. é la libertà baby... 

martedì 8 settembre 2015

Un perfetto Hannibal Lecter.



Quest'estate un po' per caso, cercando in tv una nuova serie televisiva da vedere, mi sono imbattuto in Hannibal, una produzione di qualche anno fa basato sui romanzi di Thomas Harris, gli stessi che hanno poi ispirato il pluripremiato film con Anthony Hopkins "Il silenzio degli innocenti". Con tutta sincerità quest'ultima pellicola l'ho sempre evitata in passato, perché sinceramente non credevo fossi pronto per un argomento del genere. Invece appena ho visto la prima puntata di Hannibal mi sono dovuto ricredere, la serie era fatta talmente bene che in un'estate ho visto tutte e tre le stagioni girate fino a questo momento (Ho già visto il film Red Dragon, tra poco vedrò anche Il Silenzio degli nnocenti). 39 episodi ricchi di suspense, mistero, scene cruente, un ritmo delle puntate lento ed inesorabilo che mi hanno fatto restare incollato alla tv per tutti gli episodi. Una serie violenta, ma con una certa classe, mai eccessiva anche se con scene davvero forti. Ovviamente non ne consiglio la visione a chi è facilmente impressionabile, perché non mancano di certo scene con interiora in vista, omicidi violenti e scene piuttosto raccapriccianti, ma secondo me il tutto fatto con estrema calma e bellezza. Tutto sembra perfetto, i dettagli, i comportamenti dei protagonisti e la storia. Sempre con un ritmo lento, dialoghi incredibilmente efficaci e attori davvero azzeccatissimi. Mads Mikkelsen che interpreta Hannibal Lecter, sofisticato e disturbato psicologo, è davvero fantastico, credo impersoni nella maniera perfetta il personaggio, al tempo stesso lucido e psicologicamente deviato, ma con una lucidità e crudeltà raffinata, educata ed estremamente crudele. Il personaggio in un certo senso ammalia lo spettatore, difficilmente lo si odia, ma lo si segue con attenzione rapiti dal suo fascino, anche se si tratta di uno spietato ed orrendo serial killer. Straordinario anche l'apporto di Hugh Dancy nel ruolo di Will Graham, poliziotto sensitivo e problematico, degnissima controparte del chirurgo di Chesapeake. Tranne alcuni episodi della terza serie, poco prima della cattura e poco dopo la cattura di Hannibal, secondo me troppo eccessivi, la serie è davvero straordinaria. Peccato che ci sono problemi per la produzione della quarta serie, anche se credo che alla fine, una quarta serie si farà...Vi prego...Qualcuno la faccia fare, ormai sono diventato un Fannibal a tutti gli effetti. Aspetto speranzoso e intanto la consiglio a chi ancora non l'ha vista. Non ve ne pentirete.     

giovedì 3 settembre 2015

La sosta no! Primo bilancio del campionato di serie A


Finalmente il campionato di serie A entra nel vivo! Anzi no, c'è la sosta per le nazionali...Uffa. Io parlo per me ovviamente, ma so con certezza che molti appassionati di calcio la pensano in questo modo e cioè che iniziare il campionato e fare due partite e poi sosta per le nazionali, mette una tristezza infinita...Non che uno non voglia bene alla nazionale o che non la voglia seguire, però per un tifoso di calcio, la squadra di club è la squadra di club, la nazionale non verrà mai davanti alla squadra che si tifa sin da bambino e che ci conduce nel bellissimo, truffaldino, falso, emozionante e coinvolgente sport del mondo. La nazionale può momentaneamente soddisfare in parte i nostri appetiti calcistici, ma senza particolare entusiasmo. Non è bello da dire ma è così...Carina la seconda maglia della nazionale comunque, finalmente una bella maglia. Comunque la situazione è migliorata, perché negli anni scorsi, i nostri geniacci organizzatori facevano disputare una sola giornata prima della sosta e poi la Nazionale. Miglioramenti. 

Intanto le nostre squadre, partiranno sempre svantaggiate, infatti nei preliminari la Lazio è stata esclusa già dalla Champions, mentre abbiamo già perso una squadra in Europa League, la Sampdoria, contro il fortissimo Vojvodina... Questo accade perché il campionato comincia troppo tardi, mentre gli altri sono belli in forma e ci buttano fuori...Questo è, lo capiremo mai? No. 

Il campionato è già iniziato con svariate sorprese, prima fra tutti la doppia sconfitta della Juventus campione in carica. Brutta la prima in casa con l'Udinese, più normale la seconda a Roma, anche se la differenza tra le due squadre è stata piuttosto evidente. Le squadre di Allegri non partono mai alla grande ed infatti ricordo anche che con Cagliari e Milan è partito sempre molto lento, per iniziare a correre dopo 4 o 5 giornate. Certo che iniziare con una doppia sconfitta non è mai un bel biglietto da visita, però il centrocampo passato da Vidal-Pirlo-Pogba a Sturaro-Padoin-Pogba ha fatto un notevole passo indietro. Padoin schierato al posto di Pirlo e poi lasciato fuori dalla lista Champions. Misteri. La Roma conferma di essere una delle pretendenti al titolo, anche se gli ultimi minuti con la Juventus devono far riflettere sia la Roma sia sul carattere della Juventus, in difficoltà fisica e mai doma. Sorpresona di inizio campionato è certamente il Chievo che con sei punti si allontana già dai bassifondi della classifica. La squadra più vecchia della serie A non aveva un inizio facilissimo, ma ha saputo essere pronta da subito. Stesso allenatore e quasi stessa squadra dello scorso anno. Ottime scelte. Altra squadra sorpresa è stata il Torino, anche se non più di tanto, perché ha venduto un solo giocatore importante, Darmian, inserendo elementi di primissima qualità come Baselli (nessuna delle grandi ha puntato su questo giovane di sicuro avvenire), stesso allenatore e stessa ossatura, uguale ottimi risultati. Buono anche l'inizio del Palermo, senza brillare particolarmente visto che a Udine è stata messa sotto quasi per 90 minuti dall'Udinese, nello splendido nuovo stadio Friuli. Buona ma non ancora del tutto convincente la partenza dell'Inter, che riesce a fare bottino pieno sempre negli ultimi minuti, grazie soprattutto a Stevan Jovetic, uomo decisivo, con tre gol segnati in due partite. Con le ultime mosse di mercato la squadra interista cambierà qualche elemento e modo di giocare, vedremo se i risultati daranno ragione a Mancini. Così così la Lazio, che dopo la batosta dei preliminari ne prende un'altra pesantissima dal Chievo. Nelle retrovie, difficile l'inizio delle neopromosse che hanno racimolato la bellezza di 0 punti in tre. Il Bologna ha fatto un ottimo mercato ma l'amalgama è ben lontana dall'essere raggiunta. Il Carpi idem, anche se ha dato segni di risveglio contro l'Inter, forse però con un atteggiamento troppo difensivista. Il Frosinone paga l'inesperienza della maggior parte dei componenti della sua rosa, compreso l'allenatore, che impiegheranno certamente più degli altri per carburare. Quindi ci vorrà molta pazienza. 
Infine il Milan, che posizioneremo nella fascia lotta Champions, Ibra non è arrivato, un buon centrocampista neanche, il gioco per adesso latita, ma con una coppia d'attacco così forte qualcosa potrebbe comunque arrivare. Lo scopriremo nel prossimo week end...Anzi no, c'è la sosta...